Meri Tancredi / PARABOLḗ

LUGLIO / SETTEMBRE 2026 Il secondo movimento di Alfabeti 2026, progetto dedicato alla lettura visiva e al ruolo della scrittura nei linguaggi contemporanei. Le Tavolette di Armonia, citate una sola volta e ancora introvabili, e una ricerca che le insegue da dieci anni tra mito, lingua e luce.

Locandina della mostra Parabolḗ di Meri Tancredi, Alfabeti 2026
Meri Tancredi, Parabolḗ, veduta della mostra, Osservatorio, Perugia
Meri Tancredi, Parabolḗ, veduta della mostra, Osservatorio, Perugia
Meri Tancredi, Parabolḗ, dettaglio delle opere in mostra
Meri Tancredi, Parabolḗ, dettaglio delle opere in mostra
Ritratto di Meri Tancredi

Parabolḗ (Παραβολή) indica nella sua radice la posizione di un ente accanto a un altro, il confronto di una cosa con un’altra. La stessa radice genera la parola latina che diventa insieme «parabola» e «parola»: nella Vulgata di San Girolamo le parabole sono le parole divine per eccellenza. Da questa soglia tra lingua e immagine prende corpo il lavoro di Meri Tancredi, secondo movimento di Alfabeti 2026, negli spazi di Osservatorio in via della Luna 19, nel cuore del centro storico di Perugia. La mostra ha aperto giovedì 9 luglio e resta visitabile fino al 30 settembre, su appuntamento. La ricerca comincia nel 2015 attorno alle Tavolette di Armonia, citate da Nonno di Panopoli nella Dionysiaca, ultima traccia scritta di una tradizione orale assai più antica, che toccava aspetti ancestrali della vita umana. Le tavolette intrecciano il mito di Armonia a quello di Phánēs, il portatore di luce, figura primordiale della cosmogonia orfica nata dall’uovo del mondo, all’origine di ogni vita successiva. Attorno a questa traccia rarefatta l’artista raccoglie e confronta testi di epoche lontane, da Diodoro Siculo a Ovidio, da Apollodoro a Plutarco: il confronto di più voci che parlano della stessa cosa e ne generano un’altra. Le tavolette restano introvabili, e intanto parlano di storie diventate parte di religioni e narrazioni di tutto il mondo. Una storia che si avvicina agli originali rimpicciolendosi, nello spazio e nel tempo, fino a divenire impercettibile, perché la luce, quando viaggia, resta invisibile.

L’artista / Meri Tancredi (L’Aquila, 1976) è un’artista transumante: nei suoi movimenti esplora il rapporto tra linguaggio, spazio, materia e percezione. Interroga il proprio universo inconscio per porlo in rapporto con un tempo collettivo, coagulando le riflessioni in tracce semantiche, a volte precise e rigorose, altre labili e contorte, metafore antropologiche e antropiche. Attiva dal 1996, ha esposto in mostre, ricevuto premi e partecipato a residenze in Italia e all’estero. Dal 2013 affianca alla pratica artistica l’attività didattica, e oggi insegna Pittura all’Accademia di Belle Arti di Perugia. Il suo percorso attraversa il Sister City Light Festival di Tübingen, il Miami New Media Festival, il Premio Scultura della Fondazione Henraux e il gemellaggio artistico tra Perugia e Grand Rapids, fino alle collezioni pubbliche del MUSA e della Biblioteca Vallicelliana di Roma.

Alfabeti 2026 / Il percorso proseguirà nei prossimi mesi con presenze di riferimento del progetto grafico e dell’arte contemporanea, una open call rivolta alle giovani generazioni e una restituzione editoriale finale, una lettura critica del lavoro svolto. L’Umbria è scelta come condizione di lavoro: un territorio che offre concentrazione, prossimità e continuità del tempo.